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Ultrasuoni

 

Una delle più recenti terapie per combattere la cellulite consiste nel trattamento a ultrasuoni. Si tratta di accelerare la circolazione sanguigna inducendo la lipolisi. Vediamo perchè funziona, quanto costa e quando utilizzarlo.

La cellulite -ormai è cosa nota – è una patologia e, come tale, va affrontata con serietà e professionalità. I trattamenti per combattere questo inestetismo, ma anche tutti gli effetti negativi ed essa connessi, come il dolore epidermico e la cattiva circolazione, la ritenzione idrica, la pesantezza delle gambe e altro, sono ormai tanti e di natura differente.

Bisogna dire che il primo trattamento davvero efficace contro la cellulite è lo sport. Non ci sono altre cure o terapie altrettanto efficaci e durature, quanto un corretto stile di vita. Detto questo, bisogna anche ammettere che persino chi ha un buono stile di vita (come tante star), spesso e volentieri ha i suoi buchetti fastidiosi e decisamente antiestetici. Ciò ci porta anche a fare una considerazione importante sulla cellulite e cioè che ne esistono varie forme con varie possibili cure.

Terapia ultrasuoni cellulite: funziona?

Tra queste possibilità, anche il trattamento a ultrasuoni può rappresentare una terapia efficace da prendere in considerazione in taluni casi che vanno, di volta in volta, valutati da un esperto. Non sempre, infatti, la cellulite è associata ad adipe diffuso o, peggio ancora, a problemi di sovrappeso; quando questi dovessero esistere, possiamo dire che la terapia a ultrasuoni è pressochè “sprecata” come la maggiorparte delle terapie anticellulite. In questi casi serve non solo una dieta disintossicante ma possono essere utili strumenti chirurgici di rimozione di alcuni tessuti molli.

La cellulite, come si sa, è provocata dall’adipe sottocutaneo che si dispone in maniera tale da dare alla pelle il classico aspetto bucherellato. Negli interstizi adiposi si accumulano i liquidi che danno origine alla classica ritenzione idrica.

Il principio alla base trattamento ultrasuoni è l’emissione di onde sonore ad alta frequenza che hanno l’effetto di aumentare il flusso sanguigno nelle zone trattate e che può migliorare la guarigione di alcuni tipi di lesioni dei tessuti molli. Recentemente, il trattamento a ultrasuoni è stato adattato e potenziato per riuscire a trattare la cellulite localizzata intorno alle cosce, ai glutei e dove il corpo ha naturalmente i depositi di grasso.

Il trattamento della cellulite a ultrasuoni, perciò, non fa altro che aumentare il flusso sanguigno, permettendo all’ossigeno di passare negli interstizi cellulari adiposi e sciogliere il grasso attraverso la lipolisi che è la combustione del grasso stesso. Grazie a questo processo, gli ultrasuoni non solo possono ridurre la cellulite, ma possono anche rimuovere il grasso depositato e ridurre le dimensione e i contorni del corpo.

Gli ultrasuoni sono una procedura non chirurgica e non invasiva e pertanto ideale per coloro che hanno problemi di comune cellulite localizzata. L’effetto più positivo è quello di non doversi sottoporre a procedure più impegnative come la chirurgia estetica e la liposuzione. La terapia ad ultrasuoni, infatti, sembra più un massaggio che un trattamento  perchè è completamente indolore ed i risultati sono quasi istantanei.

Alcuni clienti sperimenteranno notevoli risultati già dopo la prima sessione o al secondo ciclo di trattamento. La maggior parte dei pazienti necessitano di trattamenti diversi tanto da arrivare a dieci o dodici sedute per ottenere risultati massimi.

Come funzionano gli ultrasuoni sulla cellulite

Per la legge Joule l’energia potenziale di cariche elettriche in movimento viene in parte ceduta sotto forma di calore. Ne consegue un aumento della temperatura del materiale biologico che quando supera il valore di 37° C determina l’inizio della cavitazione che si ha quando, all’interno del liquido, si formano bolle microscopiche che andando incontro a rottura per variazione di pressione creano un’onda d’urto capace di smuovere le strutture vicine e le strutture più delicate (cellule endoteliali, cellule adipose) che non le strutture più resistenti (connettivi e osso).

Prima del trattamento, la zona di adiposità viene delimitata con una matita medica e misurata mediante ecografia. A questo punto si procede con l’applicazione degli ultrasuoni.